Prezzo al litro e al chilo: come si legge il prezzo unitario in Svizzera
Il prezzo al litro o al chilo è il prezzo unitario, obbligatorio per le merci misurabili (art. 5 cpv. 1 OIP, RS 942.211, stato 1° gennaio 2025); per la merce preimballata devono figurare sia il prezzo al minuto sia quello unitario. L'art. 6 cpv. 2 OIP ammette tanto il prezzo al chilo quanto quello per 100 g, quindi due scaffali non sono automaticamente confrontabili. E in dieci casi l'art. 5 cpv. 3 OIP esonera del tutto dal prezzo unitario, fra cui i multipack e le confezioni fino a CHF 2.00.

Il prezzo al litro o al chilo in Svizzera si chiama prezzo unitario, e non è una cortesia del negozio: è un obbligo. L'articolo 5 capoverso 1 dell'ordinanza sull'indicazione dei prezzi (OIP, RS 942.211, dell'11 dicembre 1978, stato 1° gennaio 2025) stabilisce che per le merci misurabili offerte in vendita al consumatore deve essere indicato in ogni momento il prezzo unitario; per la merce preimballata il capoverso 2 richiede sia il prezzo al minuto sia il prezzo unitario. È considerato prezzo unitario, secondo l'articolo 6 capoverso 2 OIP, quello che determina il prezzo al minuto per litro, chilogrammo, metro, metro quadrato, metro cubo «o per multiplo o sottomultiplo di tali unità»: ecco perché su uno scaffale trovi CHF per 100 g e su quello accanto CHF al chilo. Devi calcolare da solo proprio dove l'ordinanza prevede eccezioni: imballaggi combinati, composti e confezioni regalo, vendite al pezzo, e imballaggi il cui prezzo al minuto non supera CHF 2.00 (art. 5 cpv. 3 OIP).
Aggiornato: agosto 2026. Fonti: ordinanza sull'indicazione dei prezzi (OIP, RS 942.211) dell'11 dicembre 1978, stato 1° gennaio 2025, testo ufficiale consolidato su Fedlex, verificato articolo per articolo il 3 agosto 2026; l'articolo 16 nel tenore giusta il n. I dell'ordinanza del 30 ottobre 2024, in vigore dal 1° gennaio 2025 (RU 2024 621). Avvio delle offerte settimanali di giovedì da Migros, Coop e Denner dal 5 febbraio 2026, secondo Migros Corporate e il comunicato stampa Denner. Tutti i numeri di questa pagina sono indicati come esempi di calcolo e non sono prezzi di mercato.
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Come si calcola il prezzo al litro o al chilo?
È una divisione, e non ti serve il telefono. Dividi il prezzo al minuto per la quantità e porti il risultato a un'unica unità, che poi usi per tutte le confezioni sullo scaffale.
- Converti la quantità. Grammi in chili e millilitri in litri, dividendo per 1000: 750 g diventano 0,75 kg.
- Dividi il prezzo per la quantità. CHF 6.30 per 0,75 kg fanno CHF 8.40 al chilo.
- Usa la stessa unità. O tutto al chilo, o tutto per 100 g. Mescolare le due è l'errore più comune davanti allo scaffale.
Un puro esempio di calcolo, senza prezzi di mercato: la confezione A costa CHF 4.50 per 500 g, cioè CHF 9.00 al chilo. La confezione B costa CHF 6.30 per 750 g, cioè CHF 8.40 al chilo. La confezione C è una multipack da sei pezzi da 150 g a CHF 8.40, quindi 900 g per CHF 8.40, cioè CHF 9.33 al chilo. Qui il formato più grande è il più caro al chilo: non perché «i formati grandi costino di più», ma perché questi tre numeri sono stati scelti così. Ed è esattamente il punto: sul prezzo della confezione non lo vedi, sul prezzo unitario lo vedi subito.
Che cos'è il prezzo unitario e dove deve essere indicato?
La finalità dell'ordinanza è nell'articolo 1: «garantire una chiara indicazione dei prezzi onde consentire confronti ed evitare che l'acquirente sia indotto in errore». Il prezzo unitario è lo strumento che serve a questo. Una definizione tua non serve, perché la dà l'ordinanza stessa all'articolo 6 capoverso 2: è prezzo unitario «quello che determina il prezzo al minuto per litro, chilogrammo, metro, metro quadrato, metro cubo o per multiplo o sottomultiplo di tali unità».
Dove deve stare lo dice l'articolo 7 OIP: prezzo al minuto e prezzo unitario vanno indicati sulla merce stessa o immediatamente accanto; se non è opportuno per ragioni tecniche, basta un cartello sullo scaffale o un listino. L'articolo 8 aggiunge che entrambi devono essere ben visibili, facilmente leggibili e indicati in cifre, e l'articolo 9 che devono risultare il prodotto e l'unità di vendita. Sulla carta hai quindi tutto quello che serve per confrontare: prodotto, quantità, prezzo al minuto, prezzo unitario.
Com'è fatto un cartellino completo secondo questi tre articoli? Un modello lo mostra più in fretta di una spiegazione. Attenzione: i numeri che seguono sono esempi di calcolo inventati, non prezzi di mercato. «Yogurt, 480 g, CHF 2.40 — 100 g CHF 0.50» è completo, perché ci sono prodotto, quantità, prezzo al minuto e prezzo unitario, e i due prezzi tornano fra loro. Lo stesso vale per «Confettura, 340 g, CHF 4.90 — 100 g CHF 1.44». Un cartellino che dicesse solo «Yogurt CHF 2.40» non soddisfa l'articolo 9, perché manca l'unità di vendita, né l'articolo 5, perché manca il prezzo unitario. Il controllo più rapido davanti allo scaffale non è quindi giuridico ma aritmetico: moltiplica il prezzo unitario esposto per la quantità e deve venirti il prezzo al minuto. 4,8 per CHF 0.50 fa CHF 2.40, l'etichetta è coerente.
Per la vendita sfusa vale la stessa logica. La merce ceduta a peso è merce misurabile ai sensi dell'articolo 5 capoverso 1, e il prezzo unitario va sulla merce o immediatamente accanto, nella forma consueta «CHF 5.50 / kg». Se invece si vende al pezzo scatta l'eccezione dell'articolo 5 capoverso 3 lettera a e nessun prezzo al chilo è dovuto. Ecco perché il cetriolo lì accanto può farne a meno e il sacchetto di carote no.
Quando il prezzo unitario può mancare? Le eccezioni di legge
È la parte che quasi nessuno conosce, e spiega perché a volte il confronto non riesce. L'articolo 5 capoverso 3 OIP elenca in dieci lettere, dalla a alla j, i casi in cui il prezzo unitario non è obbligatorio. Il negozio può indicarlo lo stesso, ma nessuno glielo impone.
| Eccezione (art. 5 cpv. 3 OIP) | Cosa significa sullo scaffale | Cosa devi fare tu |
|---|---|---|
| Lett. a: vendite fatturate al pezzo o secondo il numero dei pezzi | Cetriolo, mango, treccia | Per la vendita al pezzo il prezzo al chilo spesso non è la domanda giusta |
| Lett. b: vendite di uno, due o cinque litri, chilogrammi, metri, metri quadrati o metri cubi «o dei loro multipli o sottomultipli» | I formati standard 100 g, 200 g, 500 g, 1 kg, 2 kg, 1 l, 2 l | Questi formati si calcolano a mente; quelli irregolari accanto no |
| Lett. c: bevande spiritose in recipienti da 35 e 70 cl | I formati bottiglia classici | Riportare al litro se accanto c'è una bottiglia da 50 cl o da 1 l |
| Lett. d: imballaggi con peso netto o peso stillato di 25, 125, 250 e 2500 g | Burro, confettura, molte conserve | Calcolare da soli appena accanto compare un vasetto da 300 g o 340 g |
| Lett. e: imballaggi combinati, imballaggi composti e confezioni regalo | Multipack e cofanetti | Sommare la quantità totale, poi dividere |
| Lett. f: conserve alimentari composte da una miscela di prodotti solidi, se è dichiarato il peso dei componenti | Conserve miste | Leggere i pesi dichiarati dei componenti |
| Lett. g: imballaggi il cui prezzo al minuto non supera CHF 2.00 | Buona parte del segmento economico | Proprio qui la divisione rende, perché i formati piccoli stanno uno accanto all'altro |
| Lett. h: imballaggi il cui prezzo unitario supera CHF 150.00 al chilo o al litro per le derrate alimentari (CHF 750.00 per le altre merci) | Zafferano, tartufo e simili | Calcolare al grammo |
| Lett. i: esercizi pubblici | Ristorante, take-away | Valgono le regole previste per le prestazioni di servizi |
| Lett. j: imballaggi di medicamenti delle categorie di dispensazione A e B nonché della categoria C | Farmacia e drogheria | Irrilevante per la spesa alimentare, ma senza questa lettera l'elenco sarebbe incompleto |
Rileggi l'elenco al contrario: le eccezioni colpiscono proprio i multipack, le confezioni sotto CHF 2.00 e i formati fuori standard, cioè i casi in cui il prezzo stampato sulla confezione dice meno di tutto. Due delle dieci lettere, la i e la j, non riguardano affatto la spesa alimentare; le altre otto le incontri regolarmente al supermercato.
Il formato grande conviene davvero?
Risposta onesta: dipende, e dipende da quella confezione, in quel giorno. Sul piano aritmetico un formato XXL può costare più al chilo del formato medio non appena il formato medio va in offerta: lo sconto agisce sul prezzo al minuto, e il prezzo unitario lo segue. Al contrario, una confezione piccola può risultare più conveniente per 100 g se rientra in un'offerta multipezzo. E poiché i multipack sono esentati dal prezzo unitario dall'articolo 5 capoverso 3 lettera e OIP, in questi casi la risposta spesso non è scritta da nessuna parte sullo scaffale.
Il prezzo unitario è quindi un metodo di calcolo, non una regola. Quale confezione questa settimana sia davanti al chilo cambia a ogni giro di offerte. Per questo Rappn confronta le offerte in corso di sette catene svizzere (Migros, Coop, Aldi Suisse, Lidl, Denner, Aligro, Otto's) e mette i prezzi per unità uno accanto all'altro, invece di venderti una regola pratica che la settimana prossima non varrà più. Guardalo dal vivo, invece di indovinare.
Perché qui CHF per 100 g e lì CHF al chilo?
Perché sono ammessi entrambi. L'articolo 6 capoverso 2 OIP consente espressamente il prezzo per litro o chilogrammo «o per multiplo o sottomultiplo di tali unità». Uno scaffale a CHF 1.29 per 100 g e uno a CHF 11.90 al chilo sono entrambi etichettati correttamente, ma tu non hai ancora confrontato nulla. Moltiplica per dieci l'indicazione per 100 g: CHF 12.90 al chilo contro CHF 11.90 al chilo.
Il secondo inciampo sono le conserve. L'articolo 6 capoverso 3 OIP precisa che, quando il peso sgocciolato è indicato, il prezzo unitario deve riferirsi a quello. Con ceci, mais o pelati confronti quindi ciò che resta nel colino, non il contenuto totale.
Che rapporto c'è fra prezzo unitario e shrinkflation?
È l'unico numero sull'etichetta che si muove quando il contenuto si riduce. Se il prezzo al minuto resta uguale e la quantità cala, il prezzo unitario sale per forza: è la stessa divisione di prima, non un'affermazione sul mercato. Come il fenomeno viene inquadrato in Svizzera lo trovi nella nostra guida alla shrinkflation in Svizzera.
Il prezzo barrato accanto ha una regola propria, spesso riportata in modo troppo stretto. L'articolo 16 capoverso 1 OIP, nel tenore del 30 ottobre 2024 in vigore dal 1° gennaio 2025 (RU 2024 621), ammette un prezzo di confronto per tre vie: l'autoconfronto (lettera a), il prezzo di lancio (lettera b) oppure il confronto con la concorrenza (lettera c). I famosi 30 giorni riguardano solo la prima: nell'autoconfronto la merce deve essere stata effettivamente offerta a quel prezzo fino immediatamente prima dell'annuncio (n. 1) oppure durante almeno 30 giorni consecutivi (n. 2). Chi dice che un prezzo d'azione richiede sempre 30 giorni di preavviso restringe quindi la norma.
Quello che conta per te davanti allo scaffale: il prezzo unitario resta indifferente a questa discussione. Ti dice quanto paghi al chilo, qualunque prezzo di confronto ci sia accanto. L'esecuzione dell'ordinanza spetta ai Cantoni secondo l'articolo 22 OIP; la SECO esercita l'alta vigilanza secondo l'articolo 23 OIP.
Quando conviene di più guardare il prezzo unitario?
Il giorno in cui partono le nuove offerte settimanali, perché è allora che la maggior parte dei prezzi cambia insieme.
| Catena | Avvio delle offerte settimanali | Obbligo del prezzo unitario (OIP) | Confrontabile in Rappn |
|---|---|---|---|
| Migros | Giovedì, dal 5 febbraio 2026 | sì, art. 5 OIP | sì |
| Coop | Giovedì, dal 5 febbraio 2026 | sì, art. 5 OIP | sì |
| Denner | Giovedì, dal 5 febbraio 2026 | sì, art. 5 OIP | sì |
| Aldi Suisse | Lunedì e giovedì | sì, art. 5 OIP | sì |
| Lidl Svizzera | Lunedì e giovedì | sì, art. 5 OIP | sì |
| Aligro | nessun giorno confermato nelle nostre fonti | sì, art. 5 OIP | sì |
| Otto's | nessun giorno confermato nelle nostre fonti | sì, art. 5 OIP | sì |
L'obbligo vale per tutte allo stesso modo: l'ordinanza si applica secondo l'articolo 2 alle merci offerte al consumatore, e l'obbligo di indicare i prezzi conformemente alle prescrizioni incombe, secondo l'articolo 20, al responsabile di ogni genere di negozio. A cambiare è solo il momento in cui i prezzi si aggiornano. Fare la spesa di giovedì con una lista invece che a caso permette di confrontare più prezzi unitari in meno tempo. Per organizzare la settimana vedi la nostra guida su come risparmiare sulla spesa in Svizzera; per vedere quanto si allarga il prezzo unitario sulle bevande, guarda le offerte sull'acqua minerale.
Che cosa significa in pratica?
Ricorda tre numeri invece di una regola: il prezzo al chilo, il prezzo al litro e il prezzo per 100 g per tutto ciò che sta in mezzo. Appena hai in testa i tuoi prodotti abituali in queste unità, non ti serve più nessun volantino per capire se un'offerta è davvero un'offerta.
Prossimo passo: prendi i cinque prodotti che compri ogni settimana — latte, burro, riso, detersivo, acqua minerale — e annota una volta il loro prezzo unitario. Rappn confronta le offerte in corso di sette catene con il prezzo per unità, ti avvisa quando i prezzi scendono, ed è gratis. Poi decidi in cinque secondi.
Fonti verificate: .
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Domande frequenti
Come si calcola il prezzo al chilo?
Dividi il prezzo al minuto per la quantità e porta entrambe le confezioni alla stessa unità. Esempio di calcolo: CHF 6.30 per 750 g, cioè 6.30 diviso 0,75 kg, quindi CHF 8.40 al chilo. Se la confezione accanto è etichettata per 100 g, moltiplica quel valore per dieci per ottenere il prezzo al chilo. Entrambe le indicazioni sono lecite: l'articolo 6 capoverso 2 dell'ordinanza sull'indicazione dei prezzi (OIP) ammette il prezzo per chilogrammo o litro «o per multiplo o sottomultiplo di tali unità».
Il prezzo unitario è obbligatorio in Svizzera?
Sì. L'articolo 5 capoverso 1 dell'ordinanza sull'indicazione dei prezzi (OIP, RS 942.211, dell'11 dicembre 1978, stato 1° gennaio 2025) prescrive che per le merci misurabili offerte in vendita al consumatore sia indicato in ogni momento il prezzo unitario. Per la merce preimballata il capoverso 2 richiede prezzo al minuto e prezzo unitario. L'esecuzione spetta ai Cantoni secondo l'articolo 22 OIP; la SECO esercita l'alta vigilanza secondo l'articolo 23 OIP.
Perché su alcune confezioni manca il prezzo al chilo?
Perché l'articolo 5 capoverso 3 OIP prevede eccezioni. Il prezzo unitario non è obbligatorio, fra l'altro, per le vendite al pezzo, per le vendite di uno, due o cinque litri o chilogrammi e dei loro multipli o sottomultipli, per gli imballaggi da 25, 125, 250 o 2500 g, per gli imballaggi combinati, composti e le confezioni regalo, per gli imballaggi il cui prezzo al minuto non supera CHF 2.00, e per le derrate il cui prezzo unitario supera CHF 150.00 al chilo o al litro. Il negozio può comunque indicarlo volontariamente.
Il formato grande conviene sempre al chilo?
No, non si può generalizzare. Sul piano aritmetico un formato grande può costare più al chilo di uno medio non appena quest'ultimo va in offerta, perché lo sconto agisce sul prezzo al minuto e il prezzo unitario lo segue. Poiché i multipack sono esentati dal prezzo unitario dall'articolo 5 capoverso 3 lettera e OIP, la risposta spesso non è indicata sullo scaffale. Rifare il calcolo, oppure confrontare le offerte in corso per unità, resta l'unica via affidabile.
Per le conserve il prezzo unitario si riferisce al peso sgocciolato?
Sì, quando il peso sgocciolato è indicato. L'articolo 6 capoverso 3 OIP precisa che in quel caso il prezzo unitario deve riferirsi al peso sgocciolato. Con ceci, mais o pelati confronti quindi ciò che resta dopo lo sgocciolamento, non il contenuto totale.
Che legame c'è fra prezzo unitario e shrinkflation?
Il prezzo unitario è l'unico numero dell'etichetta che si muove quando la quantità cala a prezzo al minuto invariato: il prezzo al chilo sale per forza. Chi ricorda solo il prezzo della confezione non se ne accorge. Per i prezzi in offerta si aggiunge l'articolo 16 capoverso 1 OIP nella versione in vigore dal 1° gennaio 2025 (RU 2024 621). Ammette un prezzo di confronto per tre vie: autoconfronto (lett. a), prezzo di lancio (lett. b) o confronto con la concorrenza (lett. c). I 30 giorni valgono solo per l'autoconfronto, dove la merce deve essere stata offerta a quel prezzo fino immediatamente prima dell'annuncio oppure durante almeno 30 giorni consecutivi.
